Calvizie e canizie

La calvizie è di moda, la canizie no. Perché si è arrivati a questo?

Trenta-quaranta anni fa quando un uomo cominciava a perdere i capelli era spacciato. Il problema non diventava una tragedia quando ciò cominciava intorno ai 45-50 anni di età, in quanto per gli standard di allora, l’ uomo iniziava il suo declino generale e la perdita dei capelli era solo uno dei tanti segnali della vecchiaia alle porte.

Quando la funesta caduta iniziava, invece, già intorno ai 20-25 anni allora il problema diventava serio e per mascherare quello che oggi si definirebbe un vero e proprio handicap, si ricorreva a orribili “riporti” di capelli che io ricordo bene e che qualcuno ancora oggi ha.

Le cose sono incominciate a cambiare da una ventina di anni. Quando con mia meraviglia, ho iniziato a vedere su riviste americane di moda (Condè Nast) modelli che sfoggiavano teste con capelli cortissimi, anche rapate a zero. (Tralascio fenomeni tipo skinheads e altri di stampo politico, perché è del fenomeno in senso globale che voglio parlare). In poco tempo tutti i ragazzi del globo avevano capelli cortissimi, spesso ingelatinati . Mi chiedevo perché la moda si sta dirigendo in questa direzione? Perché far passare per bella una testa senza capelli? Quando i capelli, dopo la rivoluzione del sessantotto e dei figli dei fiori, costituivano anche per l’uomo un motivo di vanto?

Intanto la vita biologica si stava allungando e la gioventù non era una prerogativa dei soli ventenni. Un quarantenne di oggi, infatti, ha poco da invidiare quanto a prestanza fisica ed elasticità mentale ad un venticinquenne. Prima le differenze erano più marcate. Questo spostamento in avanti della vecchiaia non ha, però, riguardato la caduta dei capelli! Quelli, se è scritto nel tuo d.n.a., continuano a cadere a soli venticinque anni . Allora come la si mette con l’allungamento della giovinezza e con la calvizie?

Semplice! Basta creare il trend!

Allora calvi, stempiati o anche capelluti, possono essere di moda rasando a zero o quasi la capoccia ed il gioco è fatto. Quindi chi aveva questo problema (calvizie) si è salvato in calcio d’angolo. La stessa cosa non è successo per chi, invece, prematuramente fa i capelli bianchi. Perché?

Restando nell’esempio di prima oggi un uomo può essere ancora giovane e non solo giovanile, a quarant’anni, ma se ha tutti i capelli bianchi non è proprio la stessa cosa.

Allora perché non lanciare una moda, così come è avvenuto per i calvi, degli uomini canuti? Sarebbe figo un uomo con i capelli bianchi, anche piuttosto lunghi? Non credo. Perché non è di moda! Perché non è di moda? Perché al problema c’è il rimedio!

Tingersi.

Avendo a portata di mano una soluzione così semplice, non s’è sentita la necessità di creare una moda come è successo, invece, per i calvi.

Il problema rimane, però, per chi non vuole o non può farlo. Certo, anche chi perde i capelli avrebbe delle soluzioni: lozioni anticaduta e trapianto. Le prime lasciano il tempo che trovano, il secondo è un intervento chirurgico di un certo impegno ad appannaggio di una esigua minoranza anche per i costi.

In definitiva, a parità di condizioni generali, chi è calvo è di moda, chi ha i capelli bianchi è un po’ più vecchio di chi non li ha.

A questo punto ci potrebbe essere una soluzione anche per il canuto: raparsi a zero. Ma questi chissà se accetterebbe di confrontarsi sullo stesso terreno del calvo e, poi, forse, gli dispiacerebbe privarsi di una parte di sè .   

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4 pensieri su “Calvizie e canizie

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