Gli uomini credono di esprimere idee

Ma non sono idee. Sono detriti di idee organizzati magistralmente fino a diventare oggetti solidissimi, meccanismi perfetti, macchine da guerra.

Sono idee artificiali.

Hanno giusto una lontana parentela con quel meraviglioso e infinito casino da cui tutto è iniziato.

(le idee sono come galassie di piccole intuizioni, una cosa confusa che si modifica in continuazione ed è sostanzialmente inutilizzabile a fini pratici. Sono belle, ecco tutto, sono belle. Ma sono un casino. Le idee, se sono allo stato puro, sono un meraviglioso casino. Sono apparizioni provvisorie di infinito, Le idee “chiare e distinte”, sono un’invenzione di Cartesio, sono una truffa, non esistono idee chiare, le idee sono oscure per definizione, se hai un’idea chiara, quella non è un’idea. Perchè quando la esprimi le dai un ordine che in origine non possiede, cioè , la modifichi, inizi a scartare qualcosa o a riassumere da un’altra parte o addirittura a semplificare).

Parentela quasi impercettibile, come un lontano profumo.

In realtà è tutta plastica, roba artificiale, nessun rapporto con la verità, solo marchingegni per fare bella figura in pubblico.

Gli uomini esprimono idee che non sono loro

Lo erano.

Molto rapidamente gli scappano di mano e diventano creature artificiali che si sviluppano in modo quasi autonomo e hanno un solo obbiettivo: sopravvivere. L’uomo presta loro la sua intelligenza ed esse la usano per diventare sempre più solide e precise. In un certo senso, l’intelligenza umana lavora costantemente per dissipare l’infinito caos delle idee originarie sostituendolo con l’inossidabile compiutezza delle idee artificiali. Erano apparizioni: adesso sono oggetti che l’uomo impugna, e conosce alla perfezione, ma non saprebbe dire da dove vengono e in definitiva che diavolo di rapporto abbiano ormai con la verità.

In un certo senso non gliene frega nemmeno più tanto. Funzionano, resistono alle aggressioni, riescono a scardinare le debolezze altrui, non si rompono quasi mai: perchè farsi tante domande? L’uomo le guarda, scopre il piacere di impugnarle, di usarle, di vederle in azione.

Prima o poi, è inevitabile, impara che le si può usare per combattere. Non ci aveva mai pensato prima. Erano apparizioni: aveva giusto pensato di farle vedere agli altri, tutto lì.

Ma col tempo più niente di quel desiderio originario si salva.

Erano apparizioni: l’uomo ne ha fatto delle armi.

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