La colpa dell´Italia | Italia Dall’Estero

Take The Power Back   …no more lies!
 
  • La colpa dell´Italia
  • di Mino Carta – 24 novembre 2011
  • Pubblicato in brasile
  • Traduzione di italiadallestero.info
  • In un ex Primo Mondo di leader politici mediocri, Silvio Berlusconi è un grande personaggio. Tragicomico. Non saprei definire le dosi di tragedia e di commedia necessarie alla combinazione, tuttavia provo a immaginare che Berlusconi nelle mani di uno Shakespeare diventerebbe un sultano perverso, immorale e ridicolo, perfetto in tutti gli aspetti altamente negativi.
  • Siamo in grado, questo sì, di misurare con cifre alla mano l’entità del male causato al suo paese dal premier italiano negli ultimi quattro mesi: lo spread tra i titoli della Germania e quelli dell’Italia, sottoposta a un attacco speculativo sempre più feroce, non arrivava a 350 nel luglio scorso e mercoledì 9 novembre ha raggiunto la soglia del fallimento, toccando quota 553.
  • Quattro mesi riassumono 17 anni di berlusconismo, quasi due decenni di abusi di potere e volgarità, di ritardo economico e di abbandono morale, di legami sospetti con il crimine organizzato e di attacchi alla Costituzione all´ombra della dittatura della maggioranza, lo spettro sinistro che secondo Tocqueville minaccia sempre la democrazia. In 17 anni l´Italia di Berlusconi ha dilapidato brutalmente il prestigio conquistato dall´immediato dopoguerra dalla forza del lavoro, dall´audacia imprenditoriale, dalla solidità dello Stato di Diritto.
  • Un paese poverissimo di materie prime, dotato di terre fertili su meno della metà della sua superficie è diventato uno dei più ricchi del mondo, con un PIL che ha raggiunto la quinta posizione. Forse significa che il benessere, garantito da una buona distribuzione del reddito nonostante le arcaiche differenze tra Nord e Sud, che in parte persistono, non fa bene alla penisola? Mi viene in mente, non vi spaventate, un verso di Dante: chi è causa del suo mal, pianga se stesso (in italiano nel testo, NdT). Eh sì, oggi mi concedo il lusso di evocare i geni.
  • E´ chiara la colpa degli italiani che hanno eletto e rieletto il sultano tre volte. In un lasso di tempo così grande non sono stati capaci di capire chi è Berlusconi e fino a dove sarebbe stato capace di trascinarli in nome degli interessi suoi e della sua cricca a discapito della collettività. Coloro che hanno fatto resistenza sono stati una minoranza, l´opposizione non è stata in grado di offrire alternative convincenti. Adesso suona patetico il grido patrottico di coloro che si sentono offesi dal discredito internazionale dell´Italia. Se la signora Merkel e il galletto Sarkò si scambiano sorrisini quando qualcuno domanda se Berlusconi merita fiducia, non si comprendono nè la sorpresa nè l´indignazione.
  • In questo quadro, mi permetto ipotizzare che perfino il caso Battisti non avrebbe assunto tali spiacevoli proporzioni, causate in primo luogo dall´ignoranza brasiliana, se il governo italiano non fosse stato quello di Berlusconi. Non sarei così deluso se avessimo prova del fatto che, durante la recente visita in Brasile all´allora presidente Lula, il premier avesse mostrato disinteresse per le sorti del terrorista assassino. In quel momento stava aspettando il bunga bunga organizzato in un locale privato di San Paolo da Valter Lavitola, lobbista e prosseneta, oggi ricercato dalla polizia e fuggito in America centrale. Dovrebbe scegliere il Brasile, forse qui sarebbe considerato un eroe della disobbedienza civile. Certo è che nella gestione del caso il governo di Roma, il ministero degli Esteri e i suoi rappresentanti diplomatici sono stati estremamente deboli.
  • Ovviamente questo specifico esempio non è rilevante se paragonato con mali più grandi, ma in esso risalta positivamente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E’ lui che ha più credenziali per manifestare profonda contrarietà per come si è concluso il Caso Battisti e per la situazione attuale del suo paese, e per difendere quello Stato democratico di Diritto che dalla caduta del fascismo è stata e continua ad essere l’Italia, nonostante Berlusconi.
  • In questo momento il paese ha un presidente stimabile e degno di considerazione pronto a svolgere un ruolo che in un certo modo va al di là delle funzioni costituzionali, essendosi impegnato a mettere fine a una situazione così compromessa.
  • Da notare che per la prima volta nella storia repubblicana italiana, il comunicato che annunciava le future dimissioni del premier invece di essere divulgato dal Palazzo del Governo, è stato diffuso dal Quirinale, la sede presidenziale. E´ stata la garanzia che Napolitano ha offerto alla Nazione, sfidato dalla nota inaffidibilità di Berlusconi. E´ strano che in un regime parlamentare il presidente della Repubblica cessi di assomigliare alla regina d´Inghilterra, ma in questo momento per l´Italia è bene che sia così.
  • Quanto a Berlusconi il suo posto nel pantheon dei grandi furfanti è assicurato.
  • [Articolo originale “A culpa da Itália” di Mino Carta]
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