Stress-no-Stress

La società occidentale del ventunesimo secolo vive in stretta simbiosi con lo stress. Perfino i bambini pronunciano spesso la fantomatica frase “che stress!” per significare a genitori o tutori temporanei che sono stati disturbati o che si annoiano o che non vogliono fare qualcosa o, ancora, che vogliono continuare a fare quello che stavano facendo prima di essere interrotti.

In sostanza, più che il termine è stato adottato lo stato d’animo. Se non sei stressstressato, significa che non ti dai da fare, non produci. E se non produci, sei inutile e se ti senti inutile ti stressi. Un cane che si morde la coda!

E allora, dov’è il lato buono dello stress?

C’è, sì. Peccato che non venga sfruttato tanto quanto quello cattivo. Lo stress, sotto forma di piccola ansia, ci può aiutare a compiere meglio le azioni quotidiane che richiedono presenza mentale, emotiva e intellettuale, oltre che fisica. Soprattutto quando è necessario produrre un risultato immediato, di qualunque natura sia, come per esempio attrarre la persona di cui ci si sta per innamorare. Lo sanno bene i vari psico-qualunquecosa che parlano di eustress, in caso di stress o ansia positivi e di distress, in caso di stress negativo.

 

Ma proviamo a fare un passo oltre: lo stress è ecologico alla vita quotidiana. Tutto lo stress. Se riuscissimo ad accettare l’idea che lo stress è parte integrante del nostro stile di vita, già saremmo a metà strada verso la soluzione.

Al di là di tutte le terapie e gli aiuti messi a disposizione da nuovissime e antichissime tecnologie (dal biofeedback all’agopuntura passando per le benzodiazepine, per citarne solo alcuni), esiste anche una possibilità da prendere in seria considerazione (che sia complementare o alternativa, è una scelta personale): quella di imparare ad ascoltarsi. Ad ascoltare i propri bisogni, i limiti, le mancanze, le abitudini, le attitudini, le doti. Ma anche solo il respiro. Ascoltare il respiro è già di per sé l’inizio di un percorso di auto-consapevolezza e dunque di possibile diminuzione dello stress.

La maggior parte di noi non si prende neppure la briga di stare qualche minuto in silenzio, da solo con se stesso. Chi per timore di scoprire che la sua vita non è esattamente come l’aveva immaginata e chi, invece, perché non ha tempo da perdere (sic!).

Come se imparare a conoscersi fosse una perdita di tempo. E ci risiamo. Se ti fermi sei perduto, non produci, sei inutile per la società, ti fai logorare dai sensi di colpa e lo stress ti attanaglia. Cane che si morde la coda.good-morning-stress

Ecco da dove parte la strada delle possibilità: dall’ascolto di sé. Ma per ascoltarsi occorre prendersi del tempo, tempo prezioso, non contaminato dal giudizio e dall’autocritica, amici per la pelle dello stress.

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