I cosplayer della rivoluzione

Gil Scott-Heron  The Revulution Will Not BE Televised (1974)

Durante e dopo le giornate di Genova 2001, quando la polizia operò nel modo fascistoide che sappiamo, ho conosciuto diversi generosi compagni black bloc all’epoca ingiustamente accusati di essere provocatori. Già allora c’era tra noi, anche se uniti da una critica profonda al sistema capitalistico, un forte dissenso sulle forme di lotta, in particolare sulla scelta di distruggere presunti “simboli del mercato”, pratica, secondo me, insensata e controproducente. Negli anni seguenti la distanza con loro è aumentata. E oggi credo sia giusto dire che con le devastazioni milanesi durante la manifestazione antiEXPO del Primo Maggio, la deriva teatral-simbolica dei black bloc fatta di macchine incendiate e vetrine sfondate, è arrivata al grottesco. Il gesto distruttivo che vorrebbe essere un segnale di protesta si è trasformato in uno sciocco replay delle quotidiane distruzioni provocate dal sistema fondato sulla concorrenza e la guerra.

Nel caso di Milano, dove la polizia si è comportata in modo assai diverso da Genova, a trarre beneficio politico da queste inutili azioni vandaliche è stato esclusivamente il circo mediatico reazionario, mentre è stato silenziato chi voleva criticare gli sprechi e le contraddizioni dell’EXPO. In più le uniche a godere dei danni sono le ditte che hanno ottenuto gli appalti pubblici e privati per rifare vetrine, pulire palazzi, sostituire le auto bruciate ecc., mentre a pagare le spese non sono le multinazionali, ma tutta la popolazione, cioè il moderno proletariato diffuso fatto di commessi, bottegai, schiavi del lavoro neri o in nero. Insomma, cari compagni black bloc, combattere un mercato che divora le vite degli umani è necessario, ma fare della lotta un consu/mistico happening carnevalesco vestiti da cosplayer della rivoluzione è una stupida farsa che scimmiotta antiche tragedie e fa ridere solo i potenti e i loro clienti. 

Fonte vignettadelucchi

Vignetta di Ugo Delucchi, pubblicata su IL NUOVO MALE n.2 (novembre 2011).


Non potrai startene a casa, fratello Non potrai né collegarti, eccitarti o squagliartela Non potrai perder tempo a farti pere o fare un salto A farti una birretta quando arriva la pubblicità Perché la rivoluzione non sarà teletrasmessa La rivoluzione non la teletrasmetteranno Non sarà certo Xerox a offrirtela In quattro parti senza interruzioni pubblicitarie La rivoluzione non ti mostrerà immagini di Nixon Che suona la tromba alla testa della carica Di John Mitchell, del generale Abrams di Spiro Agnew che vanno a mangiare La trippa di maiale confiscata a un santuario di Harlem La rivoluzione non la faranno vedere alla televisione

La rivoluzione non ti sarà offerta dal Teatro Schaefer Award e non avrà come protagonista Le star Natalie Woods e Steve McQueen o Bullwinkle e Julia La rivoluzione non renderà sexy la tua bocca La rivoluzione non ti libererà dai difetti La rivoluzione non ti farà sembrare cinque chili Più magro, perché la rivoluzione non la trasmetteranno in TV, fratello Non ci saranno immagini tue e del campione di baseball Willie Mays Che spingete il carrello per strada a raccogliere le anime dei morti O che cercate di fregarvi quella TV a colori caricandola su un’ambulanza rubata La NBC non sarà in grado di fare previsioni alle 8,32 O a trasmettere servizi da 29 distretti La rivoluzione non la teletrasmetteranno

Non ci saranno immagini di sbirri che sparano Contro i fratelli con il re-play istantaneo Non ci saranno immagini di sbirri che sparano Contro i fratelli con il re-play istantaneo Non ci saranno immagini di Whitney Young Mentre lo inseguono e lo cacciano da Harlem Su un treno con un procedimento dell’ultima ora Non ci saranno immagini ferme o al rallentatore Di Roy Wilkins che passeggia per Watts in quell’abito Di liberazione rosso, nero e verde che teneva Da parte proprio per l’occasione giusta

I telefilm Green Acres, The Beverly Hillbillies e Hooterville Junction non saranno più tanto dannatamente rilevanti, e Alle donne non importerà se alla fine Dick seduce Jane nella telenovela Search for Tomorrow perché i neri Saranno nelle strade a cercare un futuro migliore La rivoluzione non la faranno vedere in televisione

Non ci saranno servizi speciali al telegiornale delle 23 Ne immagini di femministe dalle ascelle pelose O di Jackie Onassis che si soffia il naso La sigla non sarà scritta da Jim Webb, Francis Scott Key, e a cantarla non sarà Glen Campbell, Tom Jones, Johnny Cash Englebert Humperdink o Rare Earth La rivoluzione non te la teletrasmettono

La rivoluzione non ritorna dopo una breve interruzione Per la pubblicità del tornado bianco, del lampo bianco o della gente bianca Non dovrete stare a preoccuparvi per colombe nella Camera da letto, tigri nel motore, o giganti nella tazza. La rivoluzione non va meglio con la Coca cola La rivoluzione non combatte i germi che provocano l’alito cattivo La rivoluzione vi metterà al posto di guida

La rivoluzione non la daranno alla televisione, non la daranno alla televisione, Non la daranno alla televisione, non la daranno alla televisione La rivoluzione non sarà una replica, fratelli La rivoluzione sarà in diretta.

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