No al proibizionismo sull’immigrazione!!

Proprio come il proibizionismo sulla cannabis ha alimentato il consumo e la diffusione di tutte le droghe a vantaggio delle mafie, anche il cieco proibizionismo sull’immigrazione continua a provocare tragedie l’ultima ha fatto 200 morti, a moltiplicare il flusso incontrollato di profughi e ad arricchire i trafficanti di carne umana.

Mentre si invocano ipocritamente corridoi umanitari per i civili coinvolti in qualche guerra lontana, l’unico corridoio umanitario che potrebbe essere subito aperto, quello tra la Libia e l’Europa, resta inesorabilmente chiuso.

Eppure basterebbe una semplice linea di traghetti gestita dallo Stato o da privati armatori per far arrivare tranquillamente e ordinatamente i profughi e stroncare i traffici miliardari dei moderni mercanti di schiavi.

Ovviamente una cosa così banale è fuori dell’orizzonte di tutti i partiti oggi impegnati nel mercato delle menzogne elettorali: dai razzisti padani ai populisti anticasta, dai forzitalioti vecchi e nuovi ai “buonisti” della sinistra del fare.

Da questa gente non si riesce a sentire altro che la vecchia canzone del “bisogna aiutarli a casa loro”. Come se non sapessimo che gli unici aiuti che l’Europa (Italia inclusa) esporta in Africa e in Medio Oriente sono le armi moderne con cui vengono combattute guerre e guerriglie.

La verità è che un ceto politico corrotto e ipocrita usa lo spettro dell’immigrazione per miserevoli fini elettorali, alimentando paure insensate e un egoismo nazionalistico senza futuro. Nessuno, nemmeno a sinistra, osa dire che è un diritto inalienabile di ogni essere umano vivere dove vuole e ancor più quando è costretto a fuggire la miseria e la guerra.

Naturalmente creando una normale linea di traghetti arriverebbero migliaia di profughi ogni settimana.

Ma non è quello che sta già accadendo?

L’unica differenza sarebbe che i migranti non sarebbero pescati nudi e disperati, ma sbarcherebbero vestiti e magari con qualche soldo in tasca; i bambini verrebbero accompagnati; le donne non dovrebbero subire la violenza degli scafisti. Sarebbe anche il primo passo per ripensare i rapporti tra Africa ed Europa.

Nel mondo globalizzato è assurdo credere che possano resistere piccole zone di prosperità accerchiate da moltitudini di disperati. Per questo bisogna cancellare il concetto stesso di immigrazione clandestina! Non si possono cancellare le frontiere per le merci e lasciarle invalicabili per gli esseri umani.

Lo dice ogni domenica anche l’extracomunitario argentino Francesco, erede di un certo San Pietro, extracomunitario venuto in pace dalla Giudea e finito martire a Roma.

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